Natale, Capodanno ed Epifania a Barcellona, un viaggio nella tradizione catalana.

Capodanno Barcellona

Da qualche anno a questa parte pare sia diventata un’abitudine quella di passare le festività natalizie o la notte di San Silvestro, meglio nota come notte di Capodanno, in una Piazza Europea. Se anche quest’anno vi è venuta voglia di trascorrere in questo modo le feste, o se volete farlo per la prima volta, di sicuro prendere in considerazione Barcellona è cosa buona e giusta.

Nell’immaginario collettivo, è vero, forse Barcellona non è la prima città europea a venire in mente se si pensa al Natale. Sul podio solitamente ci sono: Londra, Parigi, Vienna. Proprio per questo, però, val la pena di premiarla. Perché, tra queste, rimane, a mio avviso, la più luminosa, latina e accogliente, proprio come una vera “Fiesta” richiede. E pazienza se manca la neve.

Sarà anche scenica ma per chi viaggia non è così facile organizzare una vacanza in un luogo in cui le temperature sono quasi sempre sotto lo zero. Bene! Nella capitale della Catalogna non correrete questo rischio. Le temperature natalizie non scendono sotto i 10°. E se non è l’aspetto meteorologico ad interessarvi e proprio non vedete l’ora di indossare i vostri scarponi da sci e il passamontagna, beh non potrà che convincervi l’atmosfera che si respira a Barcellona durante il mese di Dicembre e la prima settimana di Gennaio. Iniziamo subito col dire che le luci si sprecano e proprio le strade principali della città, dalla Ramblas a Port Vell, passando per il Paseo de Gracia, si illuminano regalando uno spettacolo tutto da ammirare. Tutti i negozi partecipano a questo scenario di luci e si può solo rimanere estasiati dal fascino che le luminarie attribuiscono al centro. D’altronde la festa del Natale è o non è la Festa della Luce per antonomasia?

Caganer di Barcellona

Caganer

Anche a Barcellona, come in ogni città che si rispetti, ritroviamo tradizioni natalizie antiche, frutto della tradizione orale e della memoria storica del posto. Tra queste ricordiamo: il famoso “Caganer”, simpatico personaggio che si identifica con il tipico contadino catalano che appare nel presepe con le natiche in aria, inserito per introdurre personaggi popolari nella mistica storia natalizia. Il Caganer è una vera e propria metafora dell’uguaglianza tra le persone. Un altro simbolo natalizio è il “Tió de Nadal” (il ceppo di Natale), meglio conosciuto come Caga Tió. Si tratta di un personaggio mitologico della tradizione catalana. In pratica è un simpatico ceppo di legno da fuoco, con la faccia disegnata su uno dei lati, due pezzi di legno per gambe e abbellito da un berrettino rosso.

Tio de Navidad
Compare nelle case, di solito in cucina o nel salone, l’ 8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione (Dia de la Inmaculada Concepcion). Si copre con una coperta, per farlo stare al caldo, e viene curato dai bambini di casa che lo nutrono e dissetano per farlo ingrassare e star bene. Le tradizioni spagnole sono tante. Durante la notte di Natale, ad esempio, i bambini sono soliti girare per le case del vicinato cantando canti natalizi (tour del villancicos) racimolando qualche soldo extra. La stessa notte molte famiglie partecipano alla “Messa del Gallo”. Trattasi della Messa Natalizia che, però, è chiamata così’ perché si pensa che il Gallo sia stato il primo animale a dare al mondo l’annuncio della nascita di Gesù. Ovviamente non dimenticate di ammirare il presepe più bello di Barcellona, quello di Plaza Sant Jaume.

Una volta conosciute le tradizioni e i simboli, diamo un’occhiata al da farsi in città durante il periodo più festoso dell’anno. Di sicuro dovrete visitare il Mercato de Santa Llúcia in Avinguda de la Catedral. E’ la fiera più antica che si conosca in Catalunya. Il mercato in cui è possibile trovare tutto il necessario per arredare la casa e per addolcire il Natale con oggetti artigianali. E’ aperto dalla fine di novembre e di solito chiude il 23 dicembre.  Ma quello di Santa Llùcia non è l’unico mercato a Barcellona durante le festività. Anche la Fira de Nadal, vicino la “Sagrada Familia”, è molto bello e una passeggiata anche lì non va trascurata.

Fira de Santa Llúcia

Fira de Santa Llúcia

Passata la notte di Natale ci proiettiamo direttamente verso la notte più lunga dell’anno, la notte di Capodanno. Pare che le notti a Barcellona siano interminabili. Immaginate cosa può diventare quella di San Silvestro nella città più allegra e spensierata d’Europa. Strade affollatissime e gente che continua a festeggiare fino a mattina inoltrata. Anche per l’ultimo dell’anno è possibile cenare a base di tapas, bicchieri di vino o sangria e poi lanciarsi alla scoperta della Barcellona notturna fra i vari quartieri ed i tantissimi diversi locali con un party ogni volta diverso. Ce n’è per tutti i gusti.

E’ abitudine in città mangiare 12 chicchi d’uva alla mezzanotte, un chicco per ogni volta che suona il campanello. Pare sia di buono auspicio per l’anno che inizia. Il tutto va rigorosamente annaffiato con un buon bicchiere di Cava, tipico spumante spagnolo. Certo, per noi italiani non è facile bere spumante che non sia italiano…ma credo sia un dovere adattarsi al posto in cui si è ospiti e calarsi interamente nell’atmosfera, negli usi e costumi locali. Il centro storico è pieno di feste. Basta scegliere quella più adatta. Tra i posti in cui passare la mezzanotte c’è di sicuro il Porto Olimpico. Da qui è possibile ammirare i meravigliosi fuochi d’artificio e brindare sotto la statua di Colombo. O, ancora, si può scegliere di salutare l’anno vecchio a Plaza Catalunya e poi dopo la mezzanotte, via, lungo la Ramblas e nelle stradine attigue, luogo della movida per eccellenza per catalani e stranieri.

Placa Catalunya

Placa Catalunya

Ma arriviamo alla vera ciliegina sulla torta delle festività catalane. In Catalunya e in tutta la Spagna, il < 25 Dicembre è sicuramente significativo, ma per molti è solo il riscaldamento per il 6 gennaio, “El Día de los Reyes” (i nostri Re Magi). Questa festa, che cade il giorno dell’Epifania, festeggia l’arrivo dei Re Magi a Betlemme con i loro doni per il Cristo bambino, ed è il giorno tradizionale spagnolo per lo scambio di regali. La maggior parte dei bambini, e non solo loro, dovrà attendere questo giorno per il tanto aspettato scambio dei regali. Alcuni mi raccontano che anche in alcune Regioni italiane è rimasta questa tradizione e che pare fosse proprio così in passato.

Anche da noi “il giorno dei regali” coincideva col giorno dei Magi. Ogni anno, la sera del 5 Gennaio, i Re Magi arrivano a Barcellona. La città si organizza e riserva loro una splendida accoglienza. I Magi arrivano in barca (la Santa Eulalia, nome della Santa Patrona della città) al Porto e tutta la folla riunita li aspetta con trepidazione. Ad accogliere i magi, oltre gli astanti, ci sono i fuochi d’artificio e i colpi dei cannoni. Una volta sulla terra ferma, il Sindaco di Barcellona porge loro, simbolicamente, un mazzo di chiavi in modo da permettere l’apertura di tutti i portoni delle case della città, per la distribuzione dei doni. Pensavate che il tutto si esaurisse qui? No! Questo è solo l’inizio dei festeggiamenti. La sfilata dei Magi, infatti, si sposta dal Porto per le vie del centro di Barcellona, fino a raggiungere la Fontana Magica.

Lungo il percorso, i bambini raccolgono i dolci gettati durante la sfilata. Una parata di cammelli, elefanti e altre creazioni surreali segue i Magi. Fanno da contorno numerosi ballerini e musicisti. Il percorso della Parata dei tre Re Magi è una sorta di Carnevale Natalizio imperdibile. Un’esperienza irripetibile che fa tornar bambini anche i più grandicelli. Uno spettacolo completamente diverso da quanto si osserva nelle altre città su menzionate, a conferma di quanto Barcellona sia una città atipica in cui passare le festività. A sfilata finita, è usanza che i bambini della città corrano a casa per preparare il benvenuto ai tre re che nella notte faranno visita alla propria casa. I bambini lasciano un po’ di paglia e d’acqua per i cammelli nelle loro scarpe. La mattina dopo si svegliano presto e corrono a controllare se la scarpa è vuota o meno, e se quanto hanno chiesto nelle loro letterine di Natale è arrivato.

I bambini che durante l’anno non si sono comportati bene, riceveranno nient’altro che un sacchetto di ‘carbon dulce (carbone dolce). Questo è dato anche a molti bambini buoni per ricordar loro di comportarsi bene anche nell’anno seguente. Tante le analogie con la nostra “Befana” che riempie le calze dei bimbi dolciumi o carbone.

El Roscon de Reyes

El Roscon de Reyes

Per celebrare il Giorno dei Re Magi, per la prima colazione o per il pranzo è tradizione servire un particolare tipo di dolce, ‘El Roscon de Reyes’. Si tratta di un tipico dolce catalano sormontato da una corona, al cui interno si trova un re in miniatura o una coroncina, e chi ha la fortuna di trovarli, viene trattato come un Re per il resto della giornata. Un altro premio (di solito un fagiolo) è nascosto nella torta, e lo sfortunato che lo trova dovrà pagare la torta l’anno successivo. Mi raccomando! Durante il vostro soggiorno natalizio, non scordate di assaggiare il tipico Turrón spagnolo, il pezzo forte del Natale. Il più tradizionale è quello con mandorle, noci e miele, anche se in realtà, ormai, ne sono presenti diverse varietà. Da provare anche i Polvorons.  Somigliano alla pasta frolla ma son fatti di una specie di marzapane friabile.

Allora? Pensate ancora ad un’altra meta che non sia Barcellona per festeggiare questo Natale o il passaggio nel nuovo anno? Io sono già al Porto che aspetto i Magi. Vi aspetto!

Foto di Simona Paciulli.

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