Terranova da Sibari cosa sapere

L’erede moderno delle antiche città di Sibari, Thurii e Copia è la piccola città chiamata Terranova di Sibari. Terranova è di origine medievale per quanto riguarda il nucleo originario del paese, ma lo sviluppo è avvenuto nel XV secolo, quindi nel Rinascimento.

Il nucleo del borgo è di origine medievale ed è originariamente nato come un castello su una collina. Il castello fu costruito dai Normanni ed ha la struttura tipica dei castelli di questa civiltà, con il tipico mastio. Infatti, per tutto l’XI secolo i Normanni hanno messo in atto un ampio programma di fortificazione a partire da una nuova architettura militare difensiva presente nella zona del Sud Italia, il cosiddetto mastio.

Terranova_da_Sibari

CC BY-SA 3.0 di Rigiracciolo

L’imponente castello medievale di origine normanna è un vero gioiello tra i castelli della Calabria. Esso è stato restaurato più volte nel corso dei secoli: sotto gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi ed è appartenuto a illustri membri del sistema feudale locale, come ad esempio i Sanseverino nel XV secolo e gli Spinelli fino al 1806. I resti dei lavori di ristrutturazione eseguiti nel corso dei secoli sono ancora visibili nelle rovine della torre centrale (mastio), nei bastioni e nelle torrette.

Il patrimonio storico e artistico di Terranova da Sibari continua con la chiesa di S. Antonio di Padova, fondata nel 1542, con una sola navata. Al suo interno, sono presenti opere d’arte di grande prestigio, dove lo splendore barocco esplode in tutta la sua gloria.

La chiesa vanta alcune opere pregevoli risalenti al XVII secolo, come la pala raffigurante i miracoli del santo, delle sculture in legno e dei dipinti del XVII secolo. In particolare, si segnala in sacrestia dedicata alla Madonna del Carmine, firmata dal Riccio e dalla sua bottega. Il Riccio era un pittore locale attivo tra il 1720 e il 1740.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è molto importante anche per il suo valore culturale e artistico: ospita una grande serie di affreschi con le storie della Vergine ed è stata fondata, secondo la documentazione storica della Curia Generale dell’Ordine dei Frati Minori a Roma, nel 1612 per volere della nobile famiglia dei Berlingieri, strettamente legata ai circoli culturali dei Frati Minori.

Le raffigurazioni della Vergine sono collegate con una forte simbologia sacra di carattere tradizionale, come ad esempio nella volta, che raffigura la castità.

Terranova da Sibari vanta altre chiese molto antiche, come la chiesa di San Francesco di Paola (1701) fatta costruire dal principe Spinelli e legata al mecenatismo religioso e artistico. L’interno presenta anche un dipinto di San Francesco di Salvatore Ferrari (1722), appartenente alla cosiddetta Scuola Solimenesca, caratterizzata da una forte luminosità. Cresciuto a Napoli, ha avuto chiari collegamenti con la grande pittura veneziana del Settecento.

Non possiamo lasciare Terranova da Sibari senza una menzione dei paesaggi naturali e delle sue colline, ricche di agrumi, lungo il fiume Crati, sulle cui rive vivono piante e animali anche piuttosto rari. Tutto questo rende Terranova da Sibari una destinazione turistica attraente per la cultura, per gli amanti dell’arte e della natura.

Perché Terranova da Sibari è oggi un luogo importante in termini culturali e storici?

A parte i magnifici paesaggi che la circondano e le antiche tradizioni che sono continuate attraverso i secoli, Terranova di Sibari contiene il Museo Archeologico Nazionale da Sibari, nell’edificio detto Casa Bianca. Di grande interesse storico e archeologico, il museo contiene i resti di alcune delle più importanti città antiche della Calabria, come Sibari, Thurii e Copia, oltre ai vari reperti preistorici, che testimoniano l’antichità di questi insediamenti. Le mostre del Museo di Terranova da Sibari ci raccontano le misteriose e sfuggenti Sibari, Thurii e Copia, aiutandoci a capire meglio l’importanza di queste antiche città della Magna Grecia.

Da visitare vicino a Sibari

Appena fuori Cassano Ionico, non potete non visitare le cosiddette Grotte di Sant’Angelo, che hanno costituito un rifugio per gli uomini del Neolitico.

Nella piacevole campagna intorno a Sibari è possibile degustare alcuni vini della regione. Con i vini calabresi, facciamo un passo indietro nella storia perché i Romani offrivano il vino di Cosenza ai loro ospiti e Plinio il Vecchio, oltre al vino di Cosenza, adorava il cosiddetto vino Cirò. Oltre a questi, sono famosi il Pollino e il rosso Stragolia.

E per il soggiorno, si consiglia il Minerva Resort villaggio vacanze per famiglie in Calabria nella zona di Sibari!

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