Tradizioni pasquali in Salento: tra religione e folclore

Uno dei momenti più sentiti dell’anno dai salentini è senza dubbio quello della Pasqua. Come quasi in tutto il sud Italia, i riti e le tradizioni pasquali sono più vivi che mai e festeggiare è una vera gioia, perché simboleggia la rinascita interiore di ciascuno. Inoltre, oltre al periodo estivo, quello pasquale è uno dei momenti migliori per visitare il Salento (clicca qui per offerte interessanti) e scoprirne bellezza, tradizione, mistero e tutto ciò che concerne questa magica terra, che lascia segni tangibili nei cuori di chi la visita.

La tradizione pasquale salentina ha radici molto antiche e prende vita in un tempo remoto che, però, ogni anno viene fatto rivivere nel migliore dei modi. Le rappresentazioni della Settimana Santa sono imperdibili per chi arriva in Salento in quel periodo, perché rievocano in maniera perfetta quella che fu la Passione e la Resurrezione di Cristo. Processioni, via Crucis, rappresentazioni della lavanda dei piedi, sepolcri: ogni paese, anche il più piccolo, vive la Pasqua in maniera molto sentita.

I riti e i festeggiamenti iniziano dalla domenica delle palme che, nel Vangelo, simboleggia l’arrivo di Gesù a Gerusalemme, con il trionfale ingresso nella città. Gesù veniva accolto con sventolio di ramoscelli di ulivo e palma ed è per questo che sino ad oggi s’è tramandata la tradizione delle palme e degli ulivi benedetti durante la messa. Dopo la celebrazione e la relativa benedizione, la palma deve andare a sostituire quella dell’anno precedente e deve essere conservata fino all’anno successivo se si vuole avere la benedizione del Signore per sé e per la propria famiglia. Ma la domenica delle palme ha anche un significato maggiore in quella che viene definita la Grecìa Salentina. Qui, infatti, alcuni cantori cantano tutte quelle che sono state le azioni che Gesù ha compito sulla terra durante la sua ultima settimana di vita e lo fanno in griko. La celebrazione avveniva negli anni passati in molti più paesi e questi cantori si spostavano distribuendo ramoscelli di ulivo da un paese all’altro. Oggi questa tradizione è andata via via scemando, ma sopravvive in alcune zone, dove la figura del cantore non è scomparsa. Una tradizione che, invece, si mantiene ben salda, è quella della serenata tu Lazzarenu, che si tiene il giorno prima della domenica delle palme ad Alezio. In questa occasione dei cantori girano per il paese cantando la storia di Gesù e la sua passione e la popolazione dà loro delle uova fresche.

Tradizione vuole che a Lecce la domenica delle Palme si festeggiasse in maniera solenne: un ramo di olivo benedetto veniva portato presso l’Osanna, che si trova nei pressi della chiesa di San Lazzaro, seguito da una lunga processione, e poi veniva sbattuto sulla colonna in modo da allontanare il male e gli spiriti negativi. Anche questa tradizione è purtroppo scomparsa, ma la domenica delle palme è ancora molto sentita dai leccesi, che si ritrovano nelle loro chiese di appartenenza per la benedizione degli ulivi e delle palme.

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La domenica delle palme apre la settimana Santa, che riprende il periodo della passione di Gesù e che culmina il giovedì sera. Proprio in quel giorno Gesù venne condannato a essere crocefisso ed è per ricordare quella sera che in ogni chiesa si ripete, di anno in anno, la lavanda dei piedi e la consacrazione, da parte dei vescovi, degli olii santi. Ecco, quindi, che si arriva alla rappresentazione dei sepolcri, in dialetto noti come sabburchi o sibburchi, che vengono visitati da tutta la popolazione. In tutte le chiese si decora un altare della chiesa con fiori e grano bianco, drappi rossi, candele e croci. Ogni sepolcro è diverso dall’altro e, pertanto, solitamente i fedeli fanno una sorta di processione per vederli tutti. Il venerdì Santo, invece, è il giorno della Via Crucis che rappresenta la dolorosa ascesa di Gesù sul monte Golgota, dove si svolse la sua crocifissione. Si tratta di un cammino attraverso 14 diverse stazioni, che culmina con la deposizione nel sepolcro. La 15 stazione, poi, è quella della Resurrezione e della sua contemplazione. In alcuni paesi come Gallipoli, Galatina, Maglie la celebrazione della Via Crucis è molto sentita, tanto che le donne del posto, soprattutto le più anziane, tendono a vestirsi di nero in segno di lutto. La domenica, poi, è il giorno della resurrezione: in un tempo non molto antico, si aspettava la messa della resurrezione per far benedire le cuddhure, che è un tipico pane pasquale con le uova. Tradizione vuole che non si possa mangiare una cuddhura non benedetta e, pertanto, era un obbligo morale anche per i non credenti andare a messa per ricevere la benedizione.

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Molte di queste tradizioni sono vive tutt’oggi e nei paesini più piccoli sono ancora più tipiche. Consigliamo, quindi, a tutti coloro che vogliono vedere il Salento anche in un periodo diverso da quello estivo, di raggiungere questa meravigliosa terra nel periodo pasquale, quando rappresentazioni folcloristiche e religiose si fondono insieme per regalare uno spettacolo unico, che affascina sia i credenti che i non credenti. Del resto, la scoperta delle tradizioni di un luogo, che siano o meno religiose, sono interessanti per chiunque abbia voglia di fare un salto nel passato. Moltissime sono, tra l’altro, le offerte e i pacchetti pensati proprio per il periodo pasquale, dato che i giorni della settimana santa coincidono con il primo arrivo importante di turisti da ogni parte d’Italia, d’Europa e del mondo.

L’essere in Salento durante il periodo pasquale sarà come fare un salto indietro nel tempo, dato che ci si riesce a calare in una dimensione ancora genuina e rispettosa di tradizioni che dovrebbero non scomparire mai, perché sono alla base della cultura di un popolo. Il periodo pasquale in Salento, quindi, ha un’aurea bellissima e regala delle emozioni fortissime che non si riescono a trovare in altri periodi dell’anno, perché si respira quell’atmosfera caratteristica che fa vivere sino in fondo le tradizioni di una terra con delle tradizioni ultra secolari. Oltre all’estate, quindi, questo è il miglior momento per arrivare in un Salento in festa per la gioia della Resurrezione. Anche il clima inizia a essere più mite e questo è un altro punto a vantaggio del periodo, tant’è vero che per gli appassionati di sole e mare, già in questo periodo possono decidere di soggiornare in una bella località a mare.

RISORSE UTILI

Per coloro i quali sono alla ricerca di una struttura in Salento dove soggiornare vi suggeriamo di tenere presente il The Village a Torre dell’Orso e i confortevoli appartamenti vacanze sul litorale ionico salentino disponibili sul sito Salento Fronte Mare.

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Foto realizzate da Franco Mantegani per NelSalento.com

 

 

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